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“Lasciamo a Dio la possibilità di sorprenderci”!
Carissimi,
ci sono porte che non si chiudono all’improvviso, ma che, poco alla volta, smettiamo di attraversare. Può succedere anche con la porta della chiesa, con quella della comunità e, qualche volta, con quella del nostro cuore. Eppure, per ricominciare, può bastare un invito accolto, un incontro, il desiderio di rimettersi in cammino.
Da questo mese riprendiamo la pubblicazione del programma mensile, interrotto da qualche tempo. I mezzi social e il formato cartaceo sono strumenti importanti per far conoscere a tutti le celebrazioni, le iniziative e le occasioni di incontro della nostra Parrocchia. Non si tratta di riempire un calendario, ma di offrire opportunità preziose per vivere il Vangelo, crescere nella fede e sentirsi parte di una grande famiglia. Per questo vi invito a conoscere gli appuntamenti, a condividerli e, soprattutto, a partecipare.
Vorrei affidarvi una domanda: che posto occupa davvero Dio nella nostra vita? Talvolta la fede sembra dipendere dalle simpatie, dalle persone che incontriamo, dalle occasioni che ci interessano o dai momenti in cui abbiamo bisogno di aiuto. Può capitare di allontanarsi per una delusione o semplicemente di perdere l’abitudine di cercare il Signore. Non è il momento di giudicare nessuno, ma di domandarci se non sia possibile ripartire. Gesù ci chiede: «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18,8). Non è una domanda per spaventarci, ma per risvegliare il nostro cuore. Dio non è una presenza da cercare in alcuni momenti, ma Qualcuno da accogliere nella vita di ogni giorno. Non dobbiamo aspettare di essere perfetti per tornare a Lui: possiamo ricominciare da una Messa vissuta con attenzione, da una preghiera, da un gesto di carità, dalla disponibilità a incontrare gli altri.
In questo mese celebriamo anche San Martino Vescovo, compatrono della nostra Comunità. La sua storia ci ricorda che un incontro può cambiare la direzione della vita. Il gesto con cui divise il mantello con un povero ci parla di una fede diventata concreta, capace di riconoscere Cristo nel fratello. Prepariamoci alla sua festa non soltanto custodendo una tradizione, ma chiedendoci quale gesto di Vangelo possiamo compiere oggi.
Novembre ci invita anche a ricordare i nostri cari defunti. Ringraziamo il Signore per il bene ricevuto, per i sacrifici, gli insegnamenti e l’amore che ci hanno lasciato. La loro memoria non ci invita soltanto a guardare indietro, ma a domandarci quale testimonianza stiamo preparando per chi verrà dopo di noi. Anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte, lasciando segni di bene nella vita degli altri.
Carissimi, non aspettiamo che siano sempre gli altri a fare il primo passo. Una Comunità cresce quando ciascuno offre qualcosa di sé, quando sa accogliere chi ritorna e quando non smette di cercare insieme il Signore.
Vi auguro un novembre ricco di incontri autentici, di fede rinnovata e di gesti semplici capaci di fare la differenza. La porta della nostra Comunità è aperta per tutti: lasciamo aperto anche il cuore, perché Dio possa tornare a essere una presenza viva nella nostra vita. Con immutato affetto,
don Francesco, parroco

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