Avvio nuovo Anno Pastorale 2026/2027

Inizio anno testata

Lettera del Parroco alla Comunità

«Ritornate a me con tutto il cuore» Gioele 2,12

  Carissimi,

ogni nuovo anno pastorale ci mette davanti non soltanto un calendario da riempire, ma una domanda: che cosa significa oggi essere una Comunità cristiana? È una domanda che vorrei portassimo con noi all’inizio di questo nuovo cammino. Perché il rischio, anche nella vita della parrocchia, è quello di organizzare molte cose senza lasciarci davvero trasformare da ciò che celebriamo. Possiamo essere presenti a tante iniziative, partecipare agli appuntamenti, accompagnare i nostri figli nel catechismo e, nello stesso tempo, mantenere Dio ai margini della nostra vita. Quest’anno sarebbe bello provare a lavorare proprio su questo. Viviamo immersi in un materialismo storico che non riguarda soltanto il possesso delle cose, ma un modo di pensare e di vivere nel quale ciò che non produce, non serve, non gratifica immediatamente sembra perdere valore. Anche la fede rischia così di diventare un elemento da incasellare: una celebrazione da segnare sul calendario, un sacramento da ricevere, una ricorrenza da rispettare. Ma Dio non è un appuntamento. È una presenza. Non è un evento da incasellare, ma un Padre da scoprire. Non è una parentesi della nostra vita, ma qualcuno con cui imparare a vivere. Per questo il cammino che iniziamo non vuole aggiungere semplicemente nuove attività, ma aiutarci a diminuire le distanze spirituali che, spesso senza accorgercene, si sono create tra noi e il Signore. Distanze che non si colmano con più iniziative, ma con una fede più consapevole, con l’ascolto della Parola, con la preghiera, con l’Eucaristia, con il desiderio sincero di lasciarsi accompagnare. Sarebbe bello che la nostra Comunità diventasse sempre più un luogo nel quale ciascuno possa sentirsi chiamato a fare un passo in avanti: non una fede vissuta per abitudine, ma un percorso serio, completo e personale con Cristo.

Per questo i primi mesi del nuovo anno pastorale saranno segnati da alcuni momenti particolarmente importanti. Che mi piace già affidarti e invitarti:

  • Sabato 10 ottobre vivremo il nostro ritiro spirituale presso l’Eremo di San Martino, una giornata che desidero affidare al tema: «Ritornare al cuore: dove Dio ci aspetta». Sarà un tempo per fermarci, lasciare per qualche ora il rumore delle nostre giornate e domandarci non soltanto che cosa facciamo per Dio, ma soprattutto quanto spazio stiamo realmente lasciando a Dio nella nostra vita. Abbiamo bisogno di momenti nei quali non dobbiamo fare, organizzare o risolvere nulla: soltanto stare davanti al Signore e permettergli di parlarci.
  • Dal 12 al 15 ottobre vivremo poi le Giornate Eucaristiche. Non consideriamole semplicemente un appuntamento tradizionale della nostra parrocchia. L’Eucaristia è il punto nel quale la Comunità ritrova la propria sorgente e comprende nuovamente per chi e per che cosa cammina.

Per questo vi invito a non perderle. Venire e stare davanti all’Eucaristia significa sottrarre almeno un po’ di tempo alla fretta e restituirlo a ciò che conta davvero. Saranno giorni nei quali ciascuno potrà trovare un momento per la preghiera, per il silenzio, per la confessione, per riconsegnare al Signore ciò che porta nel cuore. Una Comunità che si ferma davanti all’Eucaristia ritrova anche la misura del proprio servizio.

  • Infine, domenica 18 ottobre alle ore 11.00, con la celebrazione insieme a tutta la Comunità e ai nostri gruppi, daremo ufficialmente inizio al nuovo Anno Pastorale 2026/2027.

Sarà bello esserci tutti: bambini, ragazzi, giovani, famiglie, anziani, catechisti, ministranti, coro, operatori pastorali e tutti coloro che, in modi diversi, fanno vivere la nostra comunità. Non per presentarci come una parrocchia che “riparte”, ma come una Comunità che si rimette in cammino insieme, ciascuno con la propria storia, le proprie fatiche e il proprio desiderio di incontrare il Signore. Vi chiedo di prendere sul serio questi primi appuntamenti. Non perché siano obblighi da aggiungere alla nostra agenda, ma perché possono diventare occasioni vere per ricominciare dalla parte più importante: la nostra relazione con Dio. Il Signore, per intercessione di Maria SS. Incoronata del Rovo e di S. Martino V., ci conceda di non accontentarci di una fede che conosce le date, ma di cercare una fede che conosce il volto di Cristo; di non limitarci a frequentare la Chiesa, ma di imparare a vivere da Chiesa. Con affetto e nella preghiera,

don Francesco Della Monica