Peregrinatio Mariae – Maggio: Il tempo in cui la Chiesa torna al Cenacolo con Maria

Nel ritmo dell’anno liturgico vi sono tempi che non sono semplicemente una successione di giorni, ma veri e propri kairoi, occasioni di grazia in cui il Signore raduna il suo popolo per ricondurlo all’essenziale. Il mese di maggio, che la pietà cristiana consegna da secoli alla venerazione della Vergine Maria, è uno di questi tempi: un ritorno al Cenacolo, là dove gli Apostoli, smarriti e ancora feriti dagli eventi della Passione, “erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme con Maria, la Madre di Gesù” (At 1,14).

Anche il nostro tempo porta le stigmate di una passione collettiva: guerre che insanguinano i popoli, famiglie oppresse dall’incertezza economica, giovani disorientati, solitudini che crescono nel cuore delle città, una diffusa stanchezza dell’anima che rende l’uomo contemporaneo più fragile e più esposto alla paura. Non viviamo soltanto una crisi sociale o politica; attraversiamo una crisi dell’umano, nella quale sembra incrinarsi la fiducia, si affievolisce la speranza e si smarrisce il senso della fraternità.

È proprio dentro questa notte della storia che la Chiesa indica ancora Maria, non come rifugio sentimentale o devozione accessoria, ma come presenza teologale, donna del “sì” custodito nelle tenebre, Madre che insegna ai credenti l’arte della perseveranza. I Padri della Chiesa hanno contemplato in Lei la nuova Eva, colei che con la sua obbedienza scioglie il nodo dell’antica ribellione; Sant’Ireneo vedeva nel suo ascolto la porta attraverso cui torna nel mondo la vita, mentre Sant’Ambrogio la proponeva come “forma della Chiesa”, icona di una comunità che concepisce Cristo nella fede prima ancora che nelle opere.

Pregare con Maria, allora, non significa moltiplicare parole, ma imparare da Lei a rimanere davanti a Dio quando tutto sembra contraddirne la promessa. Il Rosario, le suppliche, gli incontri comunitari di questo mese non saranno semplicemente appuntamenti devozionali: saranno esercizi di comunione, gesti di resistenza spirituale, un modo concreto per ricostruire il tessuto invisibile della speranza. Perché un popolo che prega insieme non è un popolo rassegnato; è un popolo che, pur tra le rovine del presente, continua ad attendere la Pentecoste.

La nostra Parrocchia desidera vivere così il Mese Mariano: come un cammino condiviso sotto lo sguardo della Madre, per lasciarci educare alla fiducia, alla pace, alla custodia reciproca, e per imparare ancora che nei deserti della storia Dio continua a far sgorgare sorgenti proprio attraverso coloro che sanno pregare. Vostro,

don Francesco, parroco!

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Peregrinatio 2026