Commento alla Solennità di Pasqua – Anno A

Peter_Paul_Rubens_-_The_Resurrection_of_Christ

5 Aprile 2026

 Cristo è Risorto. Egli è la nostra salvezza. Alleluia!

 

INTRODUZIONE

G – G – L’annuncio di Pasqua, “Cristo è risorto!”, oggi attraversa non solo la Liturgia che ci apprestiamo a celebrare, ma il mondo intero. Cristo è risorto! Ecco la buona notizia che ha squarciato la notte. In questo santo Giorno, quando la luce vince ogni oscurità, la Chiesa contempla il sepolcro vuoto e riconosce il passaggio del Signore dalla morte alla vita. Lasciamo cadere ciò che ancora appesantisce il cuore e accogliamo la grazia della risurrezione. Ricordiamo che la celebrazione va vissuta intensamente partecipando ai canti, alle risposte utilizzando il foglietto e ricordandosi di spegnere i cellulari.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

G – «Il Signore è risorto!». È questo l’annuncio della prima comunità cristiana, una salvezza universale che raggiunge tutti coloro che credono in Gesù. La risurrezione è così l’inizio della fede che si apre alla presenza del Signore vivente.

PRESENTAZIONE DEI DONI

G – L’annuncio della Pasqua si realizza in noi con l’Eucaristia. Con il pane, il vino e il gesto di solidarietà offriamo al Signore la nostra vita segnata dalla gioia della Risurrezione.

RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE

G – L’ipotesi che appare più plausibile è quella avanzata da Maria Maddalena che non riesce ad andare oltre la tua tomba vuota: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Si sente derubata del tuo corpo, Gesù, privata della possibilità di piangerti e di onorarti. Ma ciò che è accaduto rende vana ogni sua congettura e supposizione. Tu ora sei vivo e la morte non potrà più averti per un solo istante nelle sue mani. Ecco perché la tua tomba rimane inesorabilmente vuota, testimone di un evento eccezionale di cui restano solo le tracce. Quei teli posati per terra, il sudario avvolto in un luogo a parte, sono solamente degli indizi. Ma grazie ad essi Giovanni, il discepolo amato, giunge per primo alla fede. Egli, che ti è stato vicino fino all’ultimo, ai piedi della croce, non esita ad intravedere l’inaudito divenuto realtà, l’esito del tutto imprevisto che pone fine al lutto e al dolore e apre il cuore alla gioia e alla speranza. In questo giorno di Pasqua apri, Signore Gesù, i nostri occhi e il nostro cuore perché possiamo credere in te e affidarti, senza alcun timore, quest’esistenza che puoi trasfigurare.