Orari Settimana Santa 2026

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Carissimi,

ci avviciniamo ai giorni più intensi e luminosi dell’anno liturgico: la Settimana Santa e la Pasqua del Signore. Non sono semplicemente ricorrenze da ricordare, ma un tempo vivo, capace di toccare nel profondo la nostra esistenza, se scegliamo di attraversarlo con cuore aperto.

In questi giorni la Chiesa ci conduce passo dopo passo dentro il mistero dell’amore di Dio: un amore che si fa dono totale, che non si ritrae davanti al dolore, che attraversa la morte per aprire alla vita. Dalla Domenica delle Palme fino alla Veglia Pasquale, ogni celebrazione non è una rappresentazione, ma un incontro reale con il Signore che continua a donarci sé stesso. La Parola di Dio che ascolteremo ci guida con forza e delicatezza. Nel racconto della Passione risuona il silenzio di Cristo che ama fino alla fine: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23,46). E nella notte di Pasqua esplode l’annuncio che cambia tutto: «Non è qui, è risorto!» (Lc 24,6). Queste parole non appartengono solo al passato: sono per noi, oggi, nelle nostre fatiche, nelle nostre attese, nelle nostre speranze.

Per questo vi invito con affetto sincero a partecipare agli appuntamenti della Settimana Santa. Non come spettatori, ma come discepoli. Fermiamoci, troviamo il tempo, anche in mezzo agli impegni, per stare con il Signore. È una scelta che chiede libertà interiore: quella di mettere Dio al primo posto, senza lasciarci assorbire completamente da ciò che passa, da ciò che riempie le giornate ma non il cuore. Sappiamo bene quanto sia facile lasciarsi trascinare da ritmi frenetici, da proposte superficiali, da un modo di vivere questi giorni che rischia di svuotarli del loro significato più vero. Ma proprio qui si gioca qualcosa di importante: scegliere se restare in superficie o scendere in profondità. Il Signore non ci chiede molto, ma ci chiede tutto ciò che siamo, per donarci molto di più.

Entriamo allora nel Triduo Pasquale con disponibilità: lasciamoci raggiungere dal gesto della lavanda dei piedi, dal silenzio della croce, dalla luce nuova della Risurrezione. Portiamo con noi le nostre famiglie, le nostre gioie e le nostre ferite. Nulla è estraneo al cuore di Cristo. A ciascuno di voi, alle famiglie, agli anziani, ai giovani, ai bambini, a chi è nella gioia e a chi attraversa momenti difficili, giunga il mio augurio più sincero: che la Pasqua del Signore porti luce nelle vostre case, pace nei cuori, speranza che non delude. Buona e Santa Pasqua a tutti.

Con affetto e preghiera,
don Francesco