22 Marzo 2026
«Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri»
INTRODUZIONE
G – Passare dalla morte alla vita: è la proposta che viene rivolta ad ognuno in questa Quinta Domenica di Quaresima. Nulla appare più certo e più forte della morte. Ma il Padre nel suo Figlio ha mostrato di poter sconfiggere ogni forma di morte che ci rovina l’esistenza, perché il suo Amore è più forte del nostro peccato, della morte. La morte ci spaventa, ma Dio non ci abbandona al nostro “destino”. Mediante il suo Figlio ci porta a conoscere la vita che dura per l’eternità, che non finisce mai. Da questa Eucaristia permettiamo al Signore di entrare concretamente nelle nostre esistenze, di tirarci fuori dai nostri sepolcri, perché possiamo camminare nella Terra nuova della vita vera. Ricordiamo che la celebrazione va vissuta intensamente partecipando ai canti con l’ausilio del libretto, alle risposte utilizzando il foglietto e ricordandosi di spegnere i cellulari.
PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
G – La vera rinascita dell’uomo non sarà una conquista dell’uomo, non proviene dalle sue conoscenze o dalle tecniche sempre più raffinate, ma sarà opera dello Spirito di Dio. La morte, questa nemica irriducibile dell’uomo, può essere vinta in maniera definitiva solo da Dio.
PRESENTAZIONE DEI DONI
G – Insieme con il pane, il vino e il gesto di solidarietà, presentiamo all’altare il dolore e le lacrime di coloro che sono provati dalla sofferenza, perché il Signore li conforti con la Sua Grazia.
RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE
G – La morte ci fa paura, Signore Gesù: la morte di coloro che amiamo perché vengono strappati al nostro affetto, alla nostra amicizia, ma soprattutto la nostra morte perché non possiamo prevedere quando avverrà e in quali condizioni. Noi vorremmo essere in grado di padroneggiare ogni istante della nostra vita e invece la morte sfugge al nostro dominio e ci rinvia brutalmente alla nostra fragilità. Quel giorno, a Betania, Signore Gesù, tu hai fatto intravedere la tua commozione per la morte dell’amico Lazzaro: il tuo pianto ci ha rivelato quanto ti stava a cuore la relazione con lui, ma anche la ferita provocata dalla sua scomparsa. Tu, però, Signore Gesù, proprio in quel giorno di dolore ci hai invitati ad andare oltre, a riconoscere che tu sei la risurrezione e la vita e che chiunque crede in te non rimarrà nelle mani della morte, ma vivrà per l’eternità. Sì, Signore Gesù, in qualsiasi modo e in qualunque momento arrivi, non sarà la morte a pronunciare l’ultima parola su di noi. Sarai tu a toglierci dal suo gorgo oscuro, dal suo potere, e a farci rinascere a una vita

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