Commento alla VI Domenica del Tempo – Anno B

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Beata Vergine Maria di Lourdes XXXII GIORNATA MONDIALE DEL MALATO:

 11 Febbraio 2024

 

“Ha portato le nostre debolezze e si è caricato dei nostri dolori”

 

INTRODUZIONE

G – Celebriamo oggi la VI Domenica del Tempo Ordinario nella memoria della beata Vergine Maria di Lourdes, in cui ricorre la Giornata mondiale del Malato. In continuità con la Domenica precedente, la Liturgia odierna affronta il tema del dolore, della malattia, presentati nel loro risvolto sociale. La lebbra richiama l’impurità, il male morale che si manifesta e incide nella società, nella cultura, spezzando il vincolo della comunità e dei legami affettivi. Dio desidera raggiungere tutti gli uomini per donare guarigione e vita nuova. Convocati dal Signore risorto affidiamogli il cammino della nostra Comunità e allarghiamo il nostro cuore a tutta l’umanità sofferente che brama guarigione e misericordia. Come sempre invitiamo tutti alla preghiera corale, a partecipare ai canti con l’ausilio del libretto e a silenziare i cellulari.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

G – Dio manifesta la sua misericordia verso il suo popolo soprattutto perdonando il suo peccato e

custodendolo nel suo cammino. È questo il significato spirituale della lebbra, la malattia dell’impurità che viene sconfitta da Gesù, ridonando così all’umanità peccatrice una piena comunione con Dio.

 

PRESENTAZIONE DEI DONI

G – Con il pane, il vino e il cesto della solidarietà e la sofferenza di tutti gli uomini, perché Dio, con la potenza del suo Spirito, li trasformi in sorgente di salvezza per l’intera umanità.

RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE

G – Certo, Gesù, lo sai bene che la lebbra è contagiosa ed è una malattia che è temuta. Certo, conosci le prescrizioni della legge, le norme igieniche e sanitarie che bisogna rispettare per il bene della comunità in cui viviamo. Se rinunci alle prescrizioni, se infrangi le norme di sicurezza, lo fai perché ti sta a cuore qualcosa di più importante e di più sacro: la persona del lebbroso, il suo bisogno di avvertire la tua compassione, la tua vicinanza. Ecco perché di fronte a questa possibilità i rischi passano in secondo luogo, come anche la paura che spesso blocca e trattiene dal compiere gesti spregiudicati che hanno il profumo intenso dell’amore. Sì, Gesù, è l’amore che conta: lo sanno bene tutti gli uomini e le donne che hanno deciso di agire come te, di compiere le tue stesse scelte. Molti di loro ci hanno rimesso la vita, altri la reputazione, altri ancora la salute, ma l’avevano messo in conto, pur di riuscire ad amare.