Programma Mensile Novembre 2016

novembre-2016Scarica il File

Ogni persona che incontri è migliore di te in qualcosa; in quella cosa impara”.

Carissimi,

           più volte nelle mie lettere mensili, strumento che ci unisce nei tanti momenti dell’anno, ho toccato la questione dell’indifferenza spirituale. Questo male del nostro secolo ci sta portando ad essere sempre più anestetizzati sulla relazione che abbiamo con Dio riducendola a occasioni o, peggio ancora, a realtà da subire. Oggi, quasi all’indomani del Giubileo Straordinario della Misericordia, mi viene spontaneo leggere, tra le righe della storia, come questo male sia facile da debellare laddove però ciascuno di noi voglia seriamente seguire la voce di Gesù Buon Pastore. Infatti non è “l’occasione”, “l’evento” che consente la conversione bensì il nostro desiderio di esserci e sentirci parte di una vera famiglia lasciandoci guarire dalle ferite del peccato con la Grazia che si sperimenta nei Sacramenti e nella vita della Chiesa. Il peccato produce l’indifferenza e relega la nostra figliolanza con Dio lontana dai nostri desideri e da un cammino serio di salvezza. Ci sembra di non aver mai tempo, di non trovarci in sintonia o, come recita un famoso adagio delle nostre terre, di legare l’asino dove vuole il padrone. Questa non è l’esperienza di Dio misericordia e di Fede o di Comunità che serve a noi esseri viventi e pensanti. Oggi, contemplando la    misericordia di Dio, dobbiamo riconoscerci sempre  bisognosi di una nuova conversione intesa come capacità di rivolgere lo sguardo e la vita a Dio e non   come mera constatazione di sentirsi sbagliati o, peggio ancora, negativi in maniera irreversibile. Il Giubileo quindi avrà senso non perché abbiamo partecipato a qualche rito ma perché da questa partecipazione è nata la volontà di    orientare la nostra vita a Dio scardinando tutto ciò che non ci fa conoscere    veramente il suo volto e non permette la crescita spirituale. Fondamentale per il cammino di conversione è la famiglia sia quella naturale che quella spirituale.  Secondo l’insegnamento di S. Giovanni Paolo II, la famiglia, già come realtà    semplicemente naturale, trova la sua sorgente e il suo modello nella Trinità  divina. “L’immagine divina si realizza non soltanto nell’individuo, ma anche in  quella singolare comunione di persone che è formata da un uomo e da una donna, uniti a tal punto nell’amore da diventare una sola carne. In gen 1,27 è scritto  infatti: a immagine di Dio li creò; maschio e femmina li creò.” (Messaggio per la giornata della pace 1994, n. 1). “Il noi divino costituisce il modello eterno del noi umano; di quel noi innanzitutto che è formato dall’uomo e dalla donna, creati a immagine e somiglianza di Dio”. In questo “noi” va innestata la vita spirituale che si alimenta costantemente nella Famiglia che è la Comunità e, con questa forza, vincere ogni indifferenza o peccato dell’odierno materialismo. Cogliamo quindi tutte le occasioni che ci offre la Chiesa come trampolino di lancio per spiccare il volo verso la condivisione che è Dio. A breve vivremo anche la festa in onore di S. Martino compatrono della nostra Comunità parrocchiale, la sua esperienza di  fede, di relazione con i fratelli e i bisognosi ci incoraggi sempre a perseguire il bene perché solo così si può essere prolungamento e segno del suo amore per ogni creatura. A tutti un abbraccio affettuoso e paterno, don Francesco, parroco.