Commento alla XXIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Domenica 4 Settembre 2016
«Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa …?»
INTRODUZIONE
G. – Celebriamo oggi la XXIII Domenica del Tempo Ordinario. L’educazione alla fede comporta formazione di personalità mature, capaci di scelte, di responsabilità e anche di rinunce. È una crescita integrale attraverso esperienze e relazioni che portino al dono di sé, alla reciprocità nell’amore che si apre alla vita in tutte le sue forme. Su questa base è possibile vivere anche l’amore di Dio, accolto e ricambiato, attraverso la costruzione di comunità autentiche: questo può essere il significato dell’evangelico “prendere la propria croce” alla sequela di Gesù. Non dunque una fede come insieme di prestazioni religiose, non una fede di convenienza e di convenzioni sociali, ma assai più come risposta personale ad un amore ricevuto e corrispondenza ad una chiamata.Per accogliere il regno di Dio in noi e collaborare alla sua costruzione nel nostro mondo è necessario, secondo il Vangelo , rispondere alla chiamata di Gesù. Diventare suoi discepoli non significa solo condividere idee, ma soprattutto disponibilità a seguirne il destino. Nella parabola del banchetto sono presentate anche le difficoltà di tale scelta. Come sempre invitiamo a spegnere i cellularie a partecipare attivamente alla preghiera senza parlare di altro.
PRESENTAZIONE DEI DONI
G. – Con il pane, il vino, il cesto di solidarietà e le offerte che raccogliamo nei cestini offriamo al Signore la capacità di non perderci nelle lusinghe del mondo e nelle vanità dell’insipienza.
RINGRAZIAMENTO ALLA SANTA COMUNIONE
G. – Seguire te, Gesù, è una scelta da ponderare con attenzione. Non ci si può lasciar guidare da un momentaneo entusiasmo e neppure la si può prendere come un’avventura a termine, giusto una bella esperienza da mettere insieme alle altre nel carnet dei viaggi interessanti. Le condizioni da te poste sono talmente chiare e nette che possono essere accettate solo dopo una matura decisione. Sì, perché venirti dietro significa affidarti la propria esistenza, ritenerti più importante di ogni legame sacrosanto, come quello di sangue che ci tiene uniti ai genitori e ai fratelli, come quello sgorgato dal vincolo coniugale o dalla decisione di trasmettere la vita ad una creatura che porta impressi i segni della sua origine. Tutto questo, ai tuoi occhi, non rappresenta una buona ragione per lasciarti, per abbandonarti. Tanto che ci chiedi di essere pronti a giocare la nostra stessa vita per te, pur di restarti fedeli. Decisamente, Gesù, tu non ci nascondi a che cosa andiamo incontro e per questo ci induci a riflettere bene e ad una determinazione senza rimpianti.