Commento alla XVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

19 Luglio 2015

Il vero profeta e pastore, che ci guida alle sorgenti della gioia eterna

INTRODUZIONE
G – Celebriamo oggi la XVI Domenica del Tempo Ordinario. Tutta la storia della salvezza ci ricorda che Dio non rimane insensibile di fronte alle nostre stanchezze, miserie e ignoranze umane. Se ci rivolgiamo a lui, egli ci ascolta. Sembra che attenda solo quello! Egli ci ha detto che quando ci riuniamo nel suo nome lui è presente. La sua presenza dà sicurezza, serenità e pace. È la presenza del Pastore che conosce sia il suo gregge che i pascoli più ricchi e sicuri. L’Eucaristia è questo segno della presenza reale di Cristo e il sacramento che ci nutre e sostiene nel cammino verso la nostra piena maturità in Lui: lasciamoci condurre da Lui verso la sorgente zampillante dell’Amore per trovare ristoro e consolazione. Come sempre ricordiamo l’educazione di spegnere i cellulari, la necessità di non fermarsi all’ingresso della chiesa occupando tutti i posti disponibili e la coerenza di non parlare durante il rito bensì di partecipare alla preghiera.

PRESENTAZIONE DEI DONI
G – Con il pane, il vino, il cesto di solidarietà e le offerte che raccogliamo nei cestini presentiamo all’altare la nostra fame perché sia saziata da Cristo, buon Pastore.

RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE
G – La parentesi, la sosta con gli apostoli non dura a lungo, Gesù. È un tempo indispensabile perché la missione non deve subire gli attacchi dell’affanno e dell’ansia. E tuttavia le tue ferie programmate finiscono presto perché la folla viene in cerca di te, ha sete della tua parola, della tua tenerezza e compassione, della luce e della forza che le trasmetti di continuo, dei gesti che risanano e chiamano ad una vita nuova, inedita. Anche a noi, Gesù, tu chiedi di vivere gli stessi atteggiamenti, di compiere le stesse scelte. Ci domandi simpatia verso tutti quelli che sono semplici, poveri, ci inviti a condividere la sorte degli affaticati e degli oppressi, ci ingiungi di rispondere al male con il bene, alla cattiveria con la bontà. Ci domandi di accompagnare l’annuncio del regno di Dio con i gesti della mitezza, della bontà e del perdono. È di pastori autentici che ha bisogno questa folla, non di capi, né di trascinatori, ma di pastori come te, pronti a dare la vita per il gregge.

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