Commento alla XXIII Domenica del Tempo Ordinario – anno A

Domenica 7 Settembre 2014
VI Anniversario dell’Ordinazione Presbiterale di don Francesco 6/09/2008

“Se… si metteranno d’accordo per chiedere… il Padre mio… concederà”

INTRODUZIONE
G – Celebriamo oggi la XXIII domenica del tempo ordinario. Nel discorso ecclesiale Gesù rivela la sua presenza al centro della comunità e insegna la corresponsabilità di tutti per la salvezza di ciascuno. Come al Padre stanno a cuore tutti i piccoli, così ogni credente si impegna a difendere e ristabilire la comunione ecclesiale, così come il profeta si sentiva sentinella per il bene della casa di Israele. Se necessario parlare perché il fratello peccatore si converta, è altrettanto indispensabile ascoltare la correzione e non indurire il cuore. Ma l’uomo da solo non c’è la fa: solo l’amore di Dio effuso nei nostri cuori porta a compimento la legge, rende cioè attuale e vera l’opera di salvezza compiuta dal Signore Gesù. Sei anni fa, proprio in giorno di sabato e a quest’ora, veniva ordinato presbitero. Egli offriva la sua povera persona perché Dio, mediante la semplice sua disponibilità, continuasse l’opera di evangelizzazione. Oggi abbiamo la gioia di condividere con lui e la sua famiglia questa singolare chiamata alla santità e, mediante la sua offerta, partecipare alla vita di Grazia ed ecclesiale. Come Comunità parrocchiale offriamo in nostro ringraziamento a Dio e continuiamo a pregare perché ci siano sempre più sacerdoti secondo il cuore di Dio. Come sempre ricordiamo l’educazione di spegnere i cellulari e l’importanza di partecipare alla preghiera senza.

PRESENTAZIONE DEI DONI
G – Con il pane, il vino, il cesto di solidarietà e le offerte raccolte nei cestini offriamo al Signore la nostra vita perché Dio compia sempre più i prodigi del suo amore.

RINGRAZIAMENTO
G – Tu sai di che pasta siamo fatti, Gesù, e quindi non consideri la tua Chiesa una comunità di puri, immune da qualsiasi colpa, da fragilità e da peccati. Ecco perché ci prepari ad affrontare quelle situazioni difficili in cui sperimenteremo gli sbagli, le colpe di un fratello, il suo comportamento contrario al tuo insegnamento, alla tua parola. E tracci una strada sicura per affrontare questo frangente. Non facile, poco battuta, ma disegnata dall’amore, guidata dalla carità, libera da tutto ciò che complica terribilmente ogni situazione. Tu ci chiedi di parlare, ma a viso aperto, con franchezza, uscendo allo scoperto, assumendoci le nostre responsabilità, a costo di essere rifiutati, di andare incontro a reazioni incresciose. Tu ci consigli, se il primo tentativo non sortisce effetto positivo, di ricorrere a due o tre testimoni, una scelta di descrizione e di spirito fraterno. E in ogni caso, quando neppure la comunità viene ascoltata, tu ci domandi di accompagnare chi ha sbagliato con una preghiera colma di amore. Ti ringraziamo anche per il dono di don Francesco il quale sei anni fa ha vinto tutte le sue paure e si è abbandonato al tuo progetto d’amore. A volte sembra facile dire di Si ma, come per Maria, questa fiducia significa andare oltre soprattutto nel dolore. Ti preghiamo di aiutarlo sempre soprattutto quando noi non saremo capaci di comprenderlo, donagli vigore e zelo apostolico perché riesca a condurre a te ogni singolo fratello che incontrerà sul suo cammino. La Vergine del Rovo e S. Martino lo assistano e guidino sempre.

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