Commento alla V Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

sale

8 Febbraio 2026

 «Brillerà fra le tenebre la tua luce»

INTRODUZIONE

G – G – Celebriamo oggi la Quinta Domenica del Tempo Ordinario. La Liturgia odierna ci parla di ciò che fa luce e di ciò che dà gusto alla terra. Come il Cristo ha dato sapore nuovo all’esistenza dell’uomo, così il cristiano è chiamato a portare sapore nel mondo. Disponiamoci ad accogliere con attenzione desta e spirito vivo il messaggio che oggi riceveremo dalla sua Parola che salva e dalla grazia che giunge abbondante dalla celebrazione del Mistero pasquale. Ricordiamo che la celebrazione va vissuta intensamente partecipando ai canti con l’ausilio del libretto, alle risposte utilizzando il foglietto e ricordandosi di spegnere i cellulari.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

G – Il Signore ci chiama ad essere “sale della terra” e “luce del mondo”. È un invito esigente: la fede non è una faccenda privata, ma una testimonianza concreta che illumina la vita degli altri e dà sapore alla realtà.

PRESENTAZIONE DEI DONI

G – Insieme con il pane, il vino e il gesto di solidarietà, che portiamo all’altare siano il segno della nostra gratitudine al Padre per la fede ricevuta e del nostro impegno ad essere sempre più attenti ad accogliere la presenza del Verbo di Dio nella nostra vita, preferendo la Luce alle tenebre.

RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE

G – Ai tuoi discepoli, Gesù, non chiedi solamente di andare a Messa la Domenica e di pregare al mattino e alla sera. Di questo, certo, hanno bisogno, ma per vivere una missione impegnativa in mezzo agli uomini e alle donne di questo tempo. Essere sale che dà sapore a quello che accade nella vita quotidiana: alla fatica di costruire un mondo nuovo nella legalità e nella solidarietà, al tentativo di offrire benessere e sicurezza a tanti lavoratori e alle loro famiglie, ai progetti che intendono favorire l’assistenza ai malati e agli anziani e un’educazione che accetta le sfide e le domande delle giovani generazioni. Ma per essere sale bisogna accettare non di marciare in gruppo, compatti, ma di sciogliersi, senza paura, nelle più diverse situazioni, rischiando gesti e parole che hanno il profumo della serietà, della competenza, dell’onestà. Essere luce che rischiara anche quei momenti in cui si è tentati di mollare tutto, di gettare la spugna perché si attraversa una prova difficile, perché le tentazioni sono tante, perché brucia sulla pelle l’isolamento a cui si è condannati quando non si obbedisce alle parole d’ordine. Gesù, grazie allo Spirito anche oggi il sapore del bene non si è perduto e la luce della speranza continua a brillare.