Commento alla Solennità dell’Epifania – Anno A

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Conclusione del Giubileo ordinario del 2025 “Peregrinantes in spem”

Martedì 6 Gennaio 2026

Apparso nella nostra carne mortale

INTRODUZIONE

G – Celebriamo oggi la solennità dell’Epifania del Signore. Il popolo che camminava nelle tenebre, come è stato annunciato nella santa notte di Natale, ha visto una grande luce e su coloro che camminavano nelle tenebre e nell’ombra di morte una luce si è levata (cfr. Is 9,1). La solennità odierna con la venuta dei magi evidenzia l’estensione universale di questa luce che raggiunge, guida, conferma tutti i popoli. Siamo noi gli eredi dei magi, di questi personaggi misteriosi, venuti dall’Oriente per prostrarsi davanti a Gesù, un neonato, figlio di povera gente. Apriamo allora a Cristo i tesori del nostro cuore, le nostre gioie e le nostre speranze, le nostre tristezze ed angosce. Egli è venuto per tutti. Nessuno si senta escluso dal suo amore e dalla sua luce. Come i magi cerchiamo la Stella che guida ed orienta il cammino di chi, con cuore sincero, si mette alla ricerca di Gesù. Ricordiamo che la celebrazione va vissuta intensamente partecipando ai canti con l’ausilio del libretto, alle risposte utilizzando il foglietto e ricordandosi di spegnere i cellulari.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

G – L’oscurità e il disorientamento fanno parte della storia umana. Quale luce può orientare il nostro cammino? Il vangelo indica nella stella che ha guidato i Magi dall’Oriente alla grotta di Betlemme il segno-simbolo di una presenza che non ci abbandona nel buio.

PRESENTAZIONE DEI DONI

G – Insieme con il pane, il vino e il gesto di solidarietà, portiamo all’altare l’impegno della Chiesa a far conoscere Gesù nel mondo e l’anelito dell’umanità alla pace e alla cooperazione fra le nazioni.

RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE

G – Coloro che ti desiderano, Gesù, per quanto siano lontani finiscono sempre col trovarti. È la storia dei Magi, avvolta volutamente nel mistero. Ed è l’avventura compiuta ancora oggi da tanti uomini e donne, di qualsiasi età, che si portano dentro le grandi domande e accettano di formularle talora a voce alta, quasi con impertinenza, perché cercano una risposta. Basta una stella, un segno che appare nella volta del cielo o per le strade della terra oppure nella storia, talora dolorosa, degli uomini, basta un indizio, una traccia, un riverbero della tua luce e sgorga dal profondo del cuore un interrogativo che li tiene desti e li spinge a lasciare tante cose – abitudini, affetti, occupazioni – per mettersi alla ricerca di te. Non possono più accontentarsi, a questo punto, di pallidi riflessi della tua presenza: vogliono vedere il tuo Volto, hanno bisogno di una luce che li strappi definitivamente alle tenebre che li avvolgono, non possono fare a meno di quell’acqua capace di colmare ogni loro sete. E il loro viaggio, se passa attraverso la tua Parola, giunge sicuramente al traguardo perché tu li stai attendendo.

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