48ª GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA: “Prima i bambini!”
1° Febbraio 2026
«Si mise a parlare e insegnava loro»
INTRODUZIONE
G – Celebriamo la Quarta Domenica del Tempo Ordinario. La Liturgia odierna mette in luce come al Signore siano care la piccolezza, l’umiltà, la povertà di spirito. A una società come quella contemporanea, che ricerca il senso dell’esistenza nella ricchezza, nel successo, nel potere, il Vangelo di oggi indica la strada della vera felicità, quella delle beatitudini del regno di Dio. Disponiamoci a partecipare all’Eucaristia per comprendere che Gesù è l’unica ricchezza, la sorgente di ogni beatitudine. Ricordiamo che la celebrazione va vissuta intensamente partecipando ai canti con l’ausilio del libretto, alle risposte utilizzando il foglietto e ricordandosi di spegnere i cellulari.
PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
G – Gesù consegna alla sua comunità un nuovo “sguardo” che indica la vicinanza di Dio: delinea così l’identità di coloro che, pur emarginati dalle logiche del mondo, sono ricchi della beatitudine che viene da Lui.
PRESENTAZIONE DEI DONI
G – Insieme con il pane, il vino e il gesto di solidarietà, presentiamo al Signore le sofferenze di tutti i giusti della terra e dei popoli offesi nella loro dignità, perché trasfiguri tutto nel Suo infinito Amore.
RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE
G – Quello che tu proclami, Signore Gesù, mi appare del tutto paradossale. Duemila anni di cristianesimo non hanno scalfito la novità che tu hai annunciato e che contraddice in modo vistoso la logica dei forti e degli arroganti, la tracotanza dei ricchi, la falsa sicurezza di quanti confidano solo in sé stessi, nelle proprie doti, nelle capacità e competenze acquisite. Ma Dio ha scelto di confondere la sapienza di questo mondo e di costruire un mondo nuovo, destinato all’eternità, contando su persone che sembrano le meno indicate per edificare qualcosa di stabile e duraturo. Infatti egli ricorre ai poveri, che non hanno disponibilità di mezzi, ai miti che non difendono con i denti e con le carte bollate i loro diritti, a quelli che appaiono ingenui tanto è limpido il loro sguardo ed estraneo alla cattiveria, a quanti sono tacciati di debolezza solo perché sono misericordiosi e sempre disposti a perdonare. Tu ci inviti alla gioia proprio quando veniamo insultati e calunniati ingiustamente solo perché siamo tuoi discepoli perché fin d’ora dobbiamo essere certi di essere i cittadini di un mondo nuovo.


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