18 Gennaio 2026
«Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria»
INTRODUZIONE
G – Terminato il Tempo di Natale, con la festa del Battesimo di Gesù, celebriamo oggi la Seconda Domenica del Tempo Ordinario. La Liturgia ci presenta Gesù indicato da Giovanni Battista come “l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo”. Cristo si manifesta ancora, stavolta come colui che si carica sulle sue spalle i nostri limiti e i nostri peccati. Ed è a Lui che dobbiamo consegnare la vita di ogni creatura, con il suo carico di gioie, dolori e speranze, così da essere capaci di camminare sulla strada della salvezza. L’Eucaristia che ci apprestiamo a celebrare ci insegni a saper far spazio al Cristo che viene incontro a noi nel quotidiano, mettendo da parte, come Giovanni Battista, noi stessi. Ricordiamo che la celebrazione va vissuta intensamente partecipando ai canti con l’ausilio del libretto, alle risposte utilizzando il foglietto e ricordandosi di spegnere i cellulari.
PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
G – La figura dell’agnello richiama sia l’agnello pasquale sia il “Servo di Dio”, che dona la sua vita per gli altri. La testimonianza di Giovanni rivela a noi che Gesù è il Messia atteso a cui orientare la nostra speranza di salvezza.
PRESENTAZIONE DEI DONI
G – Assieme al pane, al vino e al cesto della solidarietà portiamo all’altare lo scoraggiamento dei testimoni di Cristo per le resistenze che incontrano nell’annunziare il Vangelo, perché Dio le cambi in sovrabbondanza di grazia.
RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE
G – Il segnale convincente, quello che permette al Battista di riconoscerti e di segnalarti ai suoi discepoli, è la discesa dello Spirito su di te, Gesù, per accompagnarti nella tua missione, sempre e dovunque. Con la sua forza, la forza dell’amore, tu affronterai ogni situazione e potrai mostrare agli uomini con le parole e con i gesti, con le scelte decisive della tua vita, la tenerezza che il Padre riserva ad ogni sua creatura. È lo Spirito che ti renderà determinato nello smascherare le insidie dei farisei e i tranelli dei maestri della legge. È lo Spirito che ti guiderà ad offrire alla peccatrice la consolante certezza del perdono, a regalare a Zaccheo, il pubblicano, la possibilità di una vita nuova, ad aprire all’adultera un futuro diverso, libero dal peccato. È lo Spirito che ti ha sorretto negli incontri più diversi con uomini e donne segnati nel corpo e nello spirito dalla malattia, dall’handicap, da un’angoscia profonda e lacerante, in balìa delle forze del male. Grazie, Signore Gesù, perché il tuo Spirito viene trasmesso anche a noi, tuoi discepoli.


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