Carissimi,
anche quest’anno il Signore ci concede di varcare la soglia del Natale e del nuovo anno. È un tempo che ritorna, sì, ma non è mai uguale: ogni Natale è una visita di Dio, una carezza del cielo che si posa sulle nostre case e sui nostri cuori. E come il profeta annuncia: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce” — quella luce torna a brillare anche oggi, per noi, qui, nella nostra comunità.
Il Natale non è soltanto una festa “di famiglia”: è il mistero di un Dio che sceglie di abitare tra noi, che ci chiede di fargli spazio, che si fa Bambino per donarci un cuore nuovo. Per questo desidero dirvi con franchezza, come farebbe un padre ai suoi figli: festeggiamo, sì… ma non dimentichiamo il Festeggiato. Le nostre luci siano un riflesso della Sua; le nostre tavole siano luoghi di fraternità; le nostre case, piccole Betlemme dove Cristo possa trovare posto.
In questi mesi abbiamo vissuto la grazia di essere Chiesa giubilare: un dono immenso, un passaggio dello Spirito che non vogliamo lasciar evaporare. Le porte sante attraversate, le preghiere intense, le lacrime, le riconciliazioni, le fatiche trasformate in offerta… ora tutto questo diventa seme. Un seme che, se custodito, porterà frutti di conversione reale, quotidiana, concreta. Non basta ricordare il Giubileo: ora siamo chiamati a diventarlo, con la vita.
Per questo il tempo di Natale e l’inizio del nuovo anno saranno segnati da momenti liturgici, comunitari e ricreativi che non sono semplici appuntamenti, ma strade attraverso cui la grazia di Dio vuole raggiungerci. Viviamoli con partecipazione sincera, non come spettatori ma come popolo in cammino.
Un ruolo speciale lo avrà il Sacramento della Riconciliazione. Nella Confessione, il Natale accade davvero: Cristo nasce nel cuore che si lascia toccare, perdonare, trasformare. È lì che rinasce la pace che spesso cerchiamo invano altrove. Vi invito, soprattutto voi che da tempo siete lontani, a lasciarvi trovare: nessuno è troppo distante perché Dio non possa raggiungerlo.
E poi, sì, anche i momenti di incontro, fraternità e festa: non sono “extra”, ma parte essenziale della vita cristiana. Stare insieme costruisce ponti, scioglie solitudini, crea familiarità, apre strade nuove. Il Signore si compiace quando i suoi figli gioiscono insieme, quando la Comunità si ritrova non solo attorno all’altare, ma anche attorno a un sorriso, a un gioco, a un pasto condiviso. Tutto diventa terreno di comunione, di crescita, di missione.
Carissimi, voglio dirvelo con forza: questo Natale può essere diverso, più vero, più luminoso, più coraggioso. Dipende da noi, dal sì che sapremo pronunciare, piccolo ma reale, come quello di Maria. Lei ha aperto la porta al Signore: facciamolo anche noi.
Vi attendo, vi aspetto, vi cerco. La nostra Comunità ha bisogno del cuore, della voce, delle mani di ciascuno. Nessuno si senta escluso; nessuno si autoescluda. Cristo viene per tutti.
A nome mio e dell’intera Comunità parrocchiale, auguro a ciascuno un Santo Natale e un 2026 colmo di grazia, pace e coraggio evangelico.
Il Signore, nato per noi, per intercessione di Maria SS. Incoronata del Rovo e di S. Martino V. ci accompagni e ci renda ogni giorno costruttori di luce.
Con affetto,
don Francesco Della Monica
parroco
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