Commento alla Veglia di Natale – Anno C

Filmato Video terzo Mistero della gioia. Nascita di Gesù nella capanna di  Betlemme - YouTube

Venerdì 24 Dicembre 2021

“Avvolti dalla luce della gloria del Signore”

 

MONIZIONE INTRODUTTIVA

G. – Il Signore viene. In questa notte santissima abbiamo lasciato il tepore delle nostre case per radunarci insieme e celebrare la nascita del nostro Salvatore, il Signore nostro Gesù Cristo. Ci disponiamo in atteggiamento vigilante, perché i nostri cuori, guidati dall’ascolto e della meditazione siano condotti a celebrare l’Eucaristia senza sciupare la grazia sovrabbondante di questa notte, in cui le tenebre sono squarciate dallo splendore di Cristo, “Sole che sorge dall’alto”. Nello stupore di questa notte facciamo ancora esperienza che Dio non si è stancato degli uomini; Egli è fedele alle sue promesse e la sua misericordia mai viene meno davanti alle nostre fragilità. Fatti voce delle attese di tutti gli uomini e le donne della terra, chiediamo al Padre di mostrarci il suo volto d’amore e di mandare in mezzo a noi il Messia promesso. In osservanza delle norme per il contenimento del virus Covid-19 ricordiamo l’importanza di indossare la mascherina per tutto il tempo della celebrazione e di rispettare il distanziamento nei banchi.

PRESENTAZIONE DEI DONI

G – Come i pastori, portiamo al Signore, assieme al pane e al vino, la nostra libertà e il nostro impegno, che si concretizzano anche nell’offerta per le situazioni di povertà della nostra Comunità parrocchiale.

RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE

G – Nel buio e nel freddo della notte abbiamo cercato una chiesa, Signore Gesù, per celebrare la tua nascita. Ne abbiamo già tanti di Natali nella memoria e negli occhi eppure anche questa volta il nostro cuore è trepidante, colmo di emozione e di stupore. Sì, è vero, siamo tornati bambini e corriamo al presepio per cercarti nella capanna tra Maria e Giuseppe, il bue e l’asino. Anche se variano gli scenari, i paesaggi e i protagonisti, tu sei sempre lì: deposto nella mangiatoia, indifeso e bisognoso di tutto, come lo è un neonato. Il tuo sorriso scava nel profondo del nostro animo e ci fa avvertire l’eco d’una dolcezza dimenticata. Le tue braccia spalancate ci fanno sentire attesi e accolti nonostante i pesanti fardelli che ci trasciniamo dietro, nonostante il peso dei nostri peccati e di tante stupidaggini commesse. Tu non parli, non dici nulla, ma noi intendiamo, anche stanotte, l’annuncio degli angeli: Gloria a Dio nei cieli e pace in terra, perché tutti gli uomini sono amati da Dio, da te, o Emmanuele!