Commento alla Solennità dell’Epifania – Anno B

Epifania: Roma, nella chiesa di S. Maria della Pace arrivano i Re Magi per riscoprire il vero valore di questa festa | AgenSIR

– 6 Gennaio 2021 –

«Aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra»

INTRODUZIONE

G. – La gioia del Natale per tutti i popoli. Nella solennità dell’Epifania del Signore, la liturgia della Parola presenta agli occhi dei fedeli due manifestazioni divine: quella del Gesù bambino deposto in una mangiatoia e visitato dai saggi d’oriente (vangelo) e quella del Cristo morto e risorto: proprio nel giorno dell’Epifania, infatti, viene annunciata solennemente la data della Pasqua. La luce alla quale cammineranno “le genti”, nella apertura già universalizzante che ritroviamo nel profeta Isaia (prima lettura), nel tempo stabilito si fa stella che appare in oriente perché dai confini del mondo si venga ad adorare il bambino Re. Tutti i popoli della terra adoreranno il Signore (salmo), tutte le genti sono chiamate a condividere il mistero che adesso è stato rivelato (seconda lettura). Questa è la portata incontenibile del lieto annuncio di Cristo Gesù, morto e risorto per ogni uomo! Celebrando la solennità che chiude il periodo natalizio, ci incamminiamo con fede verso un orizzonte pasquale. Per il contenimento della diffusione del contagio del Covid-19 ricordiamo che l’accesso in chiesa è consentito solo nei posti a sedere indicati e con la mascherina ben posizionata sul volto per tutta la durata della celebrazione.

PRESENTAZIONE DEI DONI

G. – Con il pane, il vino, il cesto della solidarietà presente in ogni negozio della Città offriamo al Signore la capacità di rivestirci della sua luce e rischiarare tutte le povertà del mondo.

RINGRAZIAMENTO ALLA SANTA COMUNIONE

G. – Se anche noi, Signore Gesù, sappiamo sollevare lo sguardo dalle occupazioni quotidiane e scrutare il cielo alla ricerca di un indizio, di un segno, prima o poi ci imbatteremo in una stella più luminosa delle altre. Se anche noi, Signore Gesù, siamo pronti ad abbandonare il nostro guscio, il caldo angolino che ci siamo costruiti, pronti ad affrontare la strada che porta a te, il cammino impervio di tutti i cercatori di Dio, tu non lascerai senza risposta l’attesa ardente del nostro cuore. Se anche noi, Signore Gesù, ci portiamo dentro una domanda, l’interrogativo più audace di una vita, e abbiamo il coraggio di dar voce al desiderio bruciante dell’anima, non mancheremo di trovare una risposta che ci guida all’incontro con te. Se anche noi, Signore Gesù, apriremo il sacro Libro, con animo docile, per intendere la tua Parola e seguire le tue tracce, allora arriveremo finalmente al luogo dell’incontro, là dove tu ti riveli, a modo tuo, non nello sfarzo di un re, ma nella povertà e nella semplicità di un Dio fatto uomo per amore.