Commento al Mercoledì delle Ceneri – Anno A

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– 26 Febbraio 2020 –

 «Quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra…»

 

INTRODUZIONE

G. – Celebriamo oggi con il rito delle ceneri l’inizio della quaresima. Riconciliatevi con Dio. Il tempo quaresimale è un costante invito alla penitenza. Ma di che cosa si tratta? Si tratta di cambiare il nostro sguardo nei confronti di Dio e della nostra esistenza, si tratta di entrare in un atteggiamento di disponibilità continua alla vera conversione del cuore. Dio è colui che vuole riconciliarci con lui, noi siamo invitati a lasciarci riconciliare. Eppure siamo restii a riconoscere la nostra fragilità, ad accettare il nostro continuo essere peccatori, e a lasciare che Dio operi nella nostra vita. Il rito delle ceneri, con il suo intenso simbolismo, ci mette di fronte alla scelta: continuare nella nostra abitudine a privilegiare l’esteriorità oppure riscoprire la dimensione interiore, nella quale lavora Dio. Alla luce del vangelo ascoltato e vissuto, il tempo liturgico della quaresima diventa un’opportunità e un richiamo continuo ad un agire che lasci trasparire in noi l’immagine del Padre che è nei cieli e che possiamo conoscere attraverso Gesù. Come sempre ricordiamo a tutti di spegnere i cellulari, di partecipare alla preghiera con i canti, i testi preposti e senza parlare di altro. Per motivi di sicurezza si ricorda anche di non fermarsi nei pressi delle vie di entrata e di fuga ma di occupare i posti disponibili partendo dalle prime file vicino all’altare.

PRESENTAZIONE DEI DONI

G. – Con il pane, il vino, il cesto della solidarietà e le offerte che raccogliamo nei cestini offriamo al Signore il frutto di questo giorno di astinenza e digiuno.

RINGRAZIAMENTO ALLA SANTA COMUNIONE

G. – Comincia una nuova Quaresima e tu, Gesù, ci tracci la strada da percorrere per un’autentica conversione. È una strada antica, collaudata da tanti uomini e donne, desiderosi di seguirti fino alla croce per condividere la tua risurrezione. È un percorso di generosità, di condivisione, di compassione: impariamo innanzitutto a vedere chi ha fame, chi ha bisogno di un vestito, di un tetto, di un lavoro, di un sostegno. Non ci sbarazziamo di queste persone offrendo frettolosamente una moneta, ma accettiamo di impegnare noi stessi, il nostro tempo, le nostre energie, le nostre risorse in un rapporto di accoglienza e di fraternità. È un itinerario di preghiera in cui tutto parte dall’ascolto. Sì, prima di subissarti di parole, noi cerchiamo la tua Parola: perché solo così possiamo entrare in comunione con te e sperimentare il tuo amore e la tua misericordia. Quando apriremo la bocca per risponderti, la nostra sarà una parola piena di gratitudine per quello che sei e per quello che fai per noi. È il sentiero che porta ad una ritrovata armonia col nostro corpo e ci strappa a tanti bisogni compulsivi di cibo, di potere, di consenso per provare finalmente fame di te, della tua Parola, della tua Presenza.